Long Playing Winterland 78


Il tour di Darkness si aprì al Sheals Buffalo Theatre il 23 maggio 1978. Credo che si possa considerare come lo zenit raggiunto dalla band, come è documentato in molte registrazioni. La band era al massimo della forma e della coesione. I concerti andavano allungandosi serata dopo serata, passando dalle già notevoli due ore, alle tre e oltre di una maratona di rock’n’roll, con l'introduzione di nuove canzoni, bis lunghi e sudati, talvolta eseguiti a luci accese mentre la sala già si stava vuotando. 
Il segreto dei concerti stava nell’equilibrio che si era venuto a creare tra il recupero delle radici rock’n’roll che avrebbe svettato da lì ad un paio d’anni in The River e Dedication, ed il vissuto lirismo di ballate del passato come The Fever e Spirits In The Night
I momenti più intensi si toccavano con il soul dell’anima di The Fever: «Quando torno a casa dal lavoro, accendo la tv, ma non riesco a stare attento allo spettacolo / Quando me ne sto sdraiato di notte non riesco a prendere sonno, così accendo la radio ma il solo suono che sento è la tua voce nelle mie orecchie, le parole che mi dicevi tu / Ora i giorni si fanno più lunghi, ed il mio amore diventa più forte / Ho addosso la febbre per te, non c’è niente che un povero ragazzo possa fare quando ha addosso la febbre per una ragazza, e lei ha lasciato questo povero ragazzo da solo / Ma sento che andrà meglio, se solo riesco ad arrivare a domattina, sento che starò meglio, è solo questa notte lunga e solitaria / Non posso smettere di pensare, non posso smettere di pensare, dove sei stanotte / dov’è la mia bambina stanotte, where is she tonight?» 
Avete presenti i versi finali di Reason To Believe? «Domandandosi dove possa essere il proprio amore / alla fine di ogni duro giorno la gente trova una ragione in cui credere». 
Backstreets si scioglieva in una lunga improvvisazione centrale che con il tempo diventerà Drive All Night: «Avevamo giurato di rimanere amici fino alla fine / ciao bambina, è bello vederti tornare / è passato tanto tempo, ricordo di te e so che anche tu ricordi di me / e ricordo che ho giurato, un sacco di tempo fa, / ho giurato che per te avrei guidato tutta la notte / ad ogni ora, in ogni posto, solo per comprarti un paio di scarpe, solo per comprarti un regalo di Natale / per vedere cosa fai, per baciarti dolcemente, per sentirti dire che mi ami. / Ricordo che promettesti che non avresti vissuto senza di me / Hai promesso, hai promesso e hai mentito, ragazza / Hai mentito ed ora dici che torni indietro, e io voglio sapere perché / E io voglio sapere cosa ti fa pensare che sia così facile farla finita, farla finita, farla finita: è FINITA!”. 
Oltre alla nuova The Ties That Bind c’era una cupa ballata melodica chiamata Point Blank, su una storia di una ragazza coinvolta nella droga: «Una volta ho sognato che eravamo ancora assieme, baby, tu e io, in uno di quei vecchi club dove andavamo / eravamo in piedi al bar ed era difficile sentirsi, il gruppo suonava forte e tu gridavi qualche cosa al mio orecchio / Mi hai tolto la giacca e quando il batterista ha contato fino a quattro mi hai abbracciato ed abbiamo iniziato a danzare lentamente, e mentre ti stringevo forte ho giurato che non ti avrei mai lasciata andare». 

Infine Independence Day, sul rapporto col padre, rimasta fuori dalla stampa finale.


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