domenica 15 maggio 2011

sunglasses


Il fatto che appena entrato nell'autogrill mi dirigessi, per la prima volta in vita mia, verso la colonnina degli occhiali da sole d'imitazione, non dipendeva solo dal fatto che avessi appena perduto i miei occhiali di marca e che fossi in viaggio per un week-end al mare, ma soprattutto da quello che sopra la pila di tutti gli occhiali faceva bella mostra di sé un paio uguale uguale a quelli di Ian Hunter (il cantante che nessuno ha mai visto senza occhiali da sole). Erano persino sfumati, in una tonalità vagamente fra il bruno ed il rosa. Li avrei anche comprati se mia figlia non mi avesse minacciato: "papà, se ti metti quegli occhiali non ti parlo più".
Così abbiamo trovato un compromesso per quelli appena sotto nella colonnina, gli stessi che Graham Parker indossava ai tempi dei Rumour.

venerdì 6 maggio 2011

Fleshtones featuring Lenny Kaye > Brooklin Sound Solution


"Scusateci se siamo ancora vivi, ma il cimitero era pieno" è il titolo di un documentario sulla leggendaria garage band di Peter Zaremba. Leggenda legata ad un solo disco (o due) all'esordio nel 1982 quando con un folgorante Roman Gods rivivevano in perfetta chiave new wave l'epopea delle band psichedeliche USA della prima ora, quelle nate nei sixties sull'entusiasmo della british invasion di Beatles, Animals, Who, Kinks, Stones.
La band ci riprova con un disco pieno di buona volontà con la collaborazione di un altro mito di quei giorni, Lenny Kaye del Patti Smith Group, con brani originali e cover d'epoca, come I Wish You Would degli Yardbirds, e una spruzzata di strumentali surf come in una colonna sonora di Tarantino. Com'è il disco? Un po' autoindulgente, piacevole ma anche tutto sommato probabilmente inutile. I ragazzi sono ancora vivi, ma soprattutto perché il cimitero era pieno... (BEAT NEWS)