martedì 28 settembre 2010

Love and War


“I’ve seen a lot of young men go to war and leave a lot of of young brides waiting.
I’ve watched them trying to explain it to their kids and seen a lot of them failing.
They’ve tried to explain them why daddy won’t ever come home again”.

venerdì 24 settembre 2010

Ron Wood > Thing About You

Il 45 giri, in attesa di ascoltare l'intero album - e recensirlo.

Va a finire che da come vanno le cose per ascoltare del rock & roll vanno bene anche i dischi di Ronnie.

Leggi la recensione su Zambo's Place.

martedì 14 settembre 2010

musica gratis

"il tuo biglietto ti permette di scaricare gratuitamente l'album Mojo (sì, lo hai già pagato con il tuo biglietto" (Tom Petty & The Heartbreakers)

C'è stato un tempo in cui i dischi in classifica vendevano milionate di copie e gli artisti, sia pure al netto dell'avidità delle case discografiche, vivevano su quelle vendite. I concerti, al contrario, servivano per pubblicizzare i dischi e i assistere ad uno show costava molto poco. C'è stato un momento in cui nella stessa serata potevi assistere ad un concerto dei Van Der Graaaf Generator e dei Genesis con soli 50 pence (mezza sterlina).
Un po' alla volta il mercato dei dischi si è ristretto ed il prezzo dei biglietti dei concerti è andato salendo. Se prima non era infrequente per un buon gruppo rock tagliare il traguardo del milione di copie vendute, oggi ci si accontenta di qualche decina di migliaia, magari per una propria etichetta indipendente in modo da incassare il 50% del prezzo lordo del disco anziché il 5%.
In compenso il guadagno proviene (o dovrebbe provenire) dai concerti. Ricordo quando si è cominciato a far pagare un biglietto allo stesso prezzo di un disco, perché c'era chi diceva: "allora a quel prezzo compro il disco!"
Oggi un posto ad uno show degli Stones o di Bruce può costare anche 100 dollari e si inventano show anche più costosi; i termini si sono ribaltati: non è più il concerto a pubblicizzare il disco, ma è la musica, magari scaricata illegalmente, a pubblicizzare gli spettacoli. La maggior parte delle band vive in tour senza fine su e giù per gli States e per il mondo infarcite di concerto di Halloween e di Capodanno, ed i dischi sono spesso registrati dal vivo o comunque in presa diretta in pochi giorni, altra cosa dalle sofisticate produzioni interminabili di una volta.

Per questo non deve stupire l'iniziativa di Tom Petty & The Heartbreakers di fornire di un coupon per scaricare gratuitamente l'ultimo disco a chi acquista il biglietto di una data del tour. Tanto più che in molti fra i presenti il disco lo avranno già comperato, e che qualcuno come noi, per i quali un disco non è tale senza la copertina, si trova sempre...


mercoledì 8 settembre 2010

Black Crowes > Croweology


I Black Crowes di Atlanta, in Georgia, sono la rock & roll band più popolare dei nostri giorni. Alfieri del classic rock dei sixties e dei seventies, hanno citato i Led Zeppelin in Live At The Greek (con Jimmy Page), gli Stones di Exile in Warpaint, Derek & The Dominos in Warpaint Live, Byrds, Stephen Stills ed i californiani in Before The Frost…
Con Croweology sono arrivati alla fine del ciclo a citare… sé stessi, riprendendo venti brani dalla propria carriera e sottoponendoli ad un trattamento acustico (sia pure irrobustito da basso e batteria) che li sintonizza sul roots rock caro al genere cosiddetto “Americana”.
Ancora una volta è un piacere ascoltarli ed anche se il dubbio “è tutto arrosto o anche fumo -- alias ci sono più arrangiamento che canzoni?” è lecito, Croweology è molto divertente, facendo un po’ il pari con gli altri dischi buoni ma nostalgici dell’anno in corso, come Mojo e Midnight Souvenirs.
Per chi conosce ed apprezza i fratelli Robinson, irrobustiti dalla chitarra di Luther Dickinson, Croweology è un acquisto sicuro e doveroso. Per chi non è ancora salito sul carro dei fans e vuole decidersi all’inevitabile passo, consiglio però di far partire la conoscenza da Shake Your Money Maker e The Southern Armony (American / Sony, rispettivamente 1990 e 1992) che ancora sono i due pezzi migliori della loro carriera, quando con l’irresistibile Marc Ford alla chitarra più che “citare” proprio giocavano ad essere i Faces (e Chris Robinson cantava come Rod Stewart) e creavano uno sporco e unto cross over di birra inglese e blues sudista.

Con quest'album i Corvi si prendono il secondo hiatus della propria carriera, concedendo a sé stessi (ed al pubblico) un po' di quiete dal ritmo forsennato degli ultimissimi anni.

PS: leggi anche la recensione di Mauro Zambellini sullo Zambo's Place.

★ ★ ★ ★ ★ (piuccheperfetto)
Genere: rock & roll appena corretto in acustico
Silver Arrow, 2010
in breve: rivisitazioni lunghe, torride e torrenziali delle canzoni della propria carriera.