giovedì 30 aprile 2009

Kraftwerk o la gioiosa elettronica


Era il 1974. Io ero un adolescente in compagnia di alcuni compagni di classe in camping su una roulotte sul Lago. Avevamo un mangiacassette con un po’ di musica, ma non si rivelò praticamente necessario. Il juke box del bar aveva dischi dei Pink Floyd. La radio a mezzogiorno trasmetteva la classifica dei cento dischi preferiti dagli ascoltatori: c’erano i Genesis, come Guccini, e il disco numero uno saltò fuori essere Ummagumma. Ma soprattutto al tramonto si captava una trasmissione radio dove non parlavano mai, ma dove puntualmente ogni sera trasmettevano una cosa mai udita né immaginata prima. Era un ritmo elettronico, rilassato, lontano, quasi onirico, con echi di un coro non umano che ripeteva in continuazione qualche cosa che poi si decifrò essere “wirh far'n far'n far'n auf der autobahn”. Andiamo andiamo andiamo per l’autostrada. Una specie di On The Road Again della nascente era digitale. Quel disco non sarebbe mai più stato altrettanto affascinante che in quegli ascolti radiofonici disturbati, nel suo alieno mix di musica hippie e ispirazione futurista. Si scoprì poi essere un disco di un gruppo tedesco di Düsseldorf dal nome Kraftwerk. Erano gli anni di Tangerine Dream, Klaus Schultze, Faust. Ma la precisione di Ralf Schneider e Florian Hütter sembrava battere tutti. Si sarebbe saputo dopo che Autobahn era il loro quarto disco (il primo stampato in tutta Europa, da Philips), e che il primo nucleo di quella band aveva dato origine a un altro disco mitico dell’europa continentale: Neu! (Hallogallo)
Il terzo disco dei Kraftwerk era Ralf & Florian, un jingle jangle di suoni elettronici puri come il cristallo che avevano l’ambizione di fondere il sacro con il profano, la musica pop con la seriosa musica sperimentale contemporanea. Autobahn ci sarebbe riuscito in modo perfetto, ed ebbe un eco assolutamente futurista con il disco successivo Radioactivity, dedicato alle onde radio, suonato come ci si trovasse in un fantascientifico inizio novecento “parallelo”. Il resto della storia è cosa nota: David Bowie e Brian Eno si innamorarono di queste vibrazione e ne trassero ispirazione per la trilogia berlinese. Che a sua volta verrà citata dai Kraftwerk nel successivo e definitivo Trans Europe Express, il disco che ebbe il pregio di fare dei quattro delle rock star, e la colpa di inventare tutto il techno pop che ci avrebbe perseguitati per almeno una decade. Non a caso i Kraftwerk chiusero praticamente li la loro parabola, realizzati di aver creato qualche cosa di assolutamente nuovo. 
Sono passati molti anni e i dischi dei Kraftwerk non sono invecchiati bene. Ma di tutti quello che si ascolta ancora oggi con più piacere è la grande, ingenua suite di Autobahn.

giovedì 23 aprile 2009

Gov't Mule > Halloween 2008


Gov't Mule > Kinder Revolution Fall Tour, The Orpheum Theatre, Boston, Ma, 10.31.08

È stato subito dopo aver recensito in termini entusiastici il live in Halloween 2007 (alias Holy Haunted House) dei Gov’t Mule, che mi sono messo alla ricerca del concerto di Halloween 2008, quello con le canzoni dei Pink Floyd. Non è stata una ricerca faticosa: se Halloween 2008 non è stato stampato ufficialmente su CD al pari del suo predecessore, è però possibile scaricarlo dal sito ufficiale dei Mule, e non solo nel modesto formato mp3 ma anche come audio non compresso. Preparare una copertina a questo triplo CD (l’originale è decisamente anonima) è stato un divertimento supplementare e siccome ne sono particolarmente orgoglioso la propongo al vostro giudizio. Dei tre CD, il primo set è dedicato a canzoni della band. Non ci sono classici, ma pezzi scelti nel repertorio più recente - ho dovuto verificare sulla scaletta del recente disco in studio, un disco non memorabile - con una strizzata d’occhio al rock blues più hard, e all’improvvisazione jazzata in Trane, St. Stephen Jam e Kind Of Bird e al virtuosismo. Non esattamente le mie doti preferite della band. 
Il secondo set, come tradizione dei concerti di Halloween dai Phish in avanti, è dedicato al rifacimento di un disco “classico” del rock. Lo scorso anno era toccato a Houses Of The Holy dei Led Zeppelin. In questa occasione non si tratta un album dall’inizio alla fine, ma al repertorio di una grande band il cui ricordo comincia ad essere un po’ offuscato, i Pink Floyd. Va detto che non si tratta di una primizia in assoluto, perché Warren Haynes aveva rispolverato Shine On You Crazy Diamond già suonando con i Grateful Dead. 
Il set inizia con lo strumentale One Of These Days, dal passato remoto di Echoes, 1971. Non sentivo questa canzone da un secolo (la prima volta in assoluto è stato su un juke-box; questo per dire quanto possano essere cambiati i tempi dagli anni settanta), e sono molto contento che Warren Haynes abbia avuto la bella idea di riscoprirla, oltre tutto per un pubblico piuttosto diverso da quella della band di Londra. Sempre da Echoes una ballata minore, Fearless e poi un minuto della versione acustica di Pigs On The Wing. Poi è la volta dell’album Wish You Were Here, con Shine On You Crazy Diamond. Se avevo sperato in una reinterpretazione delle tracce della band inglese sono rimasto deluso, perché I Gov’t Mule eseguono i brani pedissequamente, mantendendosi il più fedeli possibile all’originale (addirittura seguendo la musica sullo spartito). Se da una parte si tratta dunque di una copia, e dunque di un lavoro minore per definizione, devo ammettere di non aver mai ascoltato così tanto questi brani da quando sono stati stampati trentacinque anni fa. E con il massimo divertimento. Segue Have A Cigar, un tipico rock cupo alla Waters che non mi è piaciuto mai, che ci traghetta sul best seller dei Floyd: The Dark Side Of The Moon, con la sequenza Speak To Me > Breathe > On The Run > Time > The Great Gig Of The Sky (in passato eseguita in modo imbarazzante anche dai Phish) e Money. Su quest’ultima avevo proprio sperato in un bell’arrangiamento R&B da Haynes e co., ma il risultato è comunque divertente. Confortably Numb viene da Walls, e si chiude con la seconda parte di Shine On You Crazy Diamond e, naturalmente, Wish You Were Here, “vorrei che tu fossi qui…”
Volessi fare il critico musicale, sottolineerei il carattere minore di una operazione come questo Halloween 08. E all’inizio l’ho anche pensato. Ma se devo essere sincero, questo triplo CD è il disco che quest’anno ascolto più spesso e più volentieri - sullo stereo, sull’auto e sull’iPod - assieme all’ultimo Springsteen. Qualche cosa vorrà dire. Per esempio che il rock & roll dovrebbe essere Fun Fun Fun.

★ ★ ★ ★   (ottimo)
Genere: ROCK
Muletracks, 2008
in breve: i Gov’t Mule che suonano i Pink Floyd

giovedì 16 aprile 2009

Allman Brothers Band 40° anniversario al Beacon Theatre


Gli Allman Brothers Band hanno festeggiato il proprio quarantesimo anniversario nel più incredibile dei modi: 15 concerti al Beacon Theatre di New York City nel periodo di tre settimane che va dal 9 al 28 marzo 2009, con una quantità di ospiti illustri, da Levon Helm (Band) ai Phish, Dead, Los Lobos, Eric Clapton, Asbury Jukes, Lenny White e Stanley Clarke (Return To Forever), Buddy Guy, Bonnie Bramblett, Randy Brecker, John Hammond jr, Boz Scaggs, John Popper (Blues Travelers), Susan Tedeschi, Sonny Landreth, Chuck Leavell, Sheryl Crow... Assente significativo: Dicky Betts. 
Il modo migliore di dare un'idea del significato delle serate è quello di pubblicare la scaletta dei concerti. Avremo modo di vederli raccolti in un (corposo) cofanetto?

lunedì 9 marzo 2009
Little Martha - Don’t Want You No More - It Ain’t My Cross To Bear - Walk On Gilded Splinters - Same Thing - New Instrumental - Midnight Rider - Leave My Blues at Home
44 Blues (con Taj Mahal) - Leaving Trunk (con Taj Mahal) - Statesboro Blues (con Taj Mahal)
Ophelia  (con Levon Helm and his band) - I Shall Be Released (con Levon Helm and his band) - The Weight (con Levon Helm and his band)
Black Hearted Woman - Stormy Monday - Mountain Jam
ENCORE : Southbound

martedì 10 marzo 2009

Ain’t Wastin’ Time No More - Must Have Done Somebody Wrong - Hot ‘Lanta - And It Stoned Me - Stand Back - Revival
Redhouse (con Johnny Winter) - You Don’t Love Me (con Johnny Winter) - Highway 61 Revisited  (con Johnny Winter)
Les Brers in E minor - Come and Go Blues - Melissa Don’t Keep Me Wonderin’ (con Los Lobos)
Good Morning Little Schoolgirl  (con Los Lobos) - 
Wasted Words - Nobody Left to Run With Anymore
ENCORE : Ventures Tease > Hoochie Coochie Man Intro > One Way Out
 
giovedì 12 marzo 2009
Trouble No More > Leave My Blues at Home > Who’s Been Talkin’? > Black Hearted Woman > Can’t Lose What You Never Had
The Sky is Cryin’ (con Buddy Guy) > You Don’t Love Me  (con Buddy Guy) > Southbound  (con Buddy Guy, Trey Anastasio)
I Know You Rider (con Trey Anastasio e Page Mc Cowell dei Phish) In Memory of Elizabeth Reed (con Trey e Page)
Dreams I’ll Never See > Jessica
ENCORE : Statesboro Blues

venerdì 13 marzo 2009

Midnight Rider - Don’t Keep Me Wonderin'’ - New Instrumental - Done Somebody Wrong 
Into The Mystic (con The Asbury Jukes Horns) - One Way Out  (con Bruce Willis) - Smokestack Lightning  (con Bruce Willis) - Southbound  (con The Asbury Jukes Horns)
It's Takes a Lot To Laugh (It Takes A Train To Cry) (con Boz Scaggs) - Sick & Tired (con Boz Scaggs and The Asbury Jukes Horns) - Ain’t No Love (In The Heart of The City) (con Boz Scaggs and The Asbury Jukes Horns) - Loan Me a Dime   (con Boz Scaggs and The Asbury Jukes Horns) - Same Thing  (con The Asbury Jukes Horns)
Wasted Words - Nobody Left to Run With
ENCORE : Whipping Post

sabato 14 marzo 2009

Little Martha - Ain’t Wastin’ Time No More - Walk On Gilded Splinters - Rocking Horse - Gambler’s Roll - Revival - Woman Across The River
Dreams (con Randy Brecker and Lenny White)
Melissa - Turn On Your Lovelight (con Robert Randolph and Adam Nussbaum) - One Way Out (con Robert Randolph and Adam Nussbaum) - In a Silent Way (con Randy Brecker and Lenny White)
In Memory of Elizabeth Reed (con Randy Brecker, Lenny White and Stanley Clarke)
ENCORE : Mountain Jam > Dazed and Confused > Mountain Jam

lunedì 16 marzo 2009

Statesboro Blues - Don’t Keep Me Wonderin’ - Hot ‘Lanta - Who’s Been Talkin’? - Come and Go Blues - Desdemona
So Many Roads, So Many Trains  (con John Hammond) - Shake for Me  (con John Hammond) - Cryin For My Baby  (con John Hammond)
Oncoming Traffic (Gregg con Bonnie Bramlett) - Comin’ Home (con Bonnie Bramlett and Bekka Bramlett) - Only You Know and I Know  (con Bonnie Bramlett and Bekka Bramlett)
Come On Into My Kitchen (con Bonnie Bramlett and John Hammond) - The Weight (con Bonnie Bramlett and Bekka Bramlett and Susan Tedeschi and Bruce Katz)
Nobody Left to Run With - Preachin’ Blues - Jessica

martedì 17 marzo 2009

Don’t Want You No More - It Ain’t My Cross To Bear - Trouble No More - Rocking Horse - Soul Shine > Little Martha Jam - You Don’t Love Me - New Instrumental
Please Be With Me (con Tommy Talton, Scott Boyer and Brian Mitchell) - All My Friends   (con Tommy Talton, Scott Boyer and Brian Mitchell) - The Got Song   (con Tommy Talton, Scott Boyer and Brian Mitchell)
Takes a Lot to Laugh, a Train to Cry (con Sheryl Crow, Brian Mitchell) - Midnight Rider (con Sheryl Crow) - Can't Find My Way Home (con Sheryl Crow, Brian Mitchell) 
Statesboro Blues - Ain’t Wastin’ Time No More - Inst Jam > Hoochie Coochie Man 
The Night They Drove Old Dixie Down (con Scott Boyer and Brian Mitchell)
Black Hearted Woman > JaBuMa > Black Hearted Woman >The Other One Jam
ENCORE : One Way Out  (con Tommy Talton, Brian Mitchell, James Van DeBogert )

giovedì 19 marzo 2009

Little Martha - Statesboro Blues - Done Somebody Wrong - Revival - Woman Across The River - Don’t Keep Me Wonderin’ - Whipping Post - Oncoming Traffic - Come and Go Blues
Good Morning Little School Girl  (con Danny Louis) - Key To The Highway (con Eric Clapton) - Dreams  (con Eric Clapton) - Why Does Love Got To Be So Sad  (con Eric Clapton) - Little Wing  (con Eric Clapton) - Anyday, Anyway  (con Eric Clapton and Susan Tedeschi)
ENCORE : Layla (con Eric Clapton and Danny Louis)

venerdì 20 marzo 2009

Little Martha - Mountain Jam - Trouble No More - Midnight Rider - 44 Blues (con Danny Louis) - Wasted Words - Gambler’s Roll - Ain’t Wastin’ Time No More > Mountain Jam
Melissa - Leave My Blues at Home - Nobody Left to Run With
Key To The Highway (con Eric Clapton) - Stormy Monday  (con Eric Clapton) - Dreams  (con Eric Clapton) - Why Does Love Got To Be So Sad? (con Eric Clapton) - Little Wing  (con Eric Clapton) - In Memory of Elizabeth Reed  (con Eric Clapton)
ENCORE : Layla  (con Eric Clapton)

sabato 21 marzo 2009

Little Martha - One Way Out - Statesboro Blues - Black Hearted Woman
Same Thing  (con The Asbury Jukes Horns) - Soulshine  (con The Asbury Jukes Horns) - Little By Little  (con Southside Johnny, Susan Tedeschi, The Asbury Jukes Horns)
Don’t Think Twice, It’s Alright (con Susan Tedeschi) - Lost Lover Blues  (con Susan Tedeschi) - Stand Back  (con Susan Tedeschi, The Asbury Jukes Horns)
Grandma’s Hands (con Bruce Hornsby, Susan Tedeschi, Juke Horns) - In Memory of Elizabeth Reed (con Bruce Hornsby) - The Night They Drove Old Dixie Down (con Bruce Hornsby, The Asbury Jukes Horns) - Jessica (con Bruce Hornsby)
ENCORE : Southbound  (con Bruce Hornsby, Susan Tedeschi, Juke Horns)

lunedì 23 marzo 2009

Don’t Want You No More - It Ain’t My Cross to Bear - Done Somebody Wrong (con Thom Doucette) - Can’t Lose What You Never Had
Desdemona (con Ron Holloway) - New Instrumental - Soul Serenade (con The Kingpins,  Jemmott, Bernard "Pretty" Purdie, Jimmy Smith, Mike Mattison, Susan Tedeschi)
Mempis Soul Stew > Them Changes (con The Kingpins,  Jemmott, Bernard "Pretty" Purdie, Jimmy Smith, Mike Mattison, Susan Tedeschi)
You Don't Love Me  (con Thom Doucette)
Little Martha > Blue Sky Jam - Walk On Guilded Splinters  (con Jimmy Herring and John Bell) - It Stoned Me (con Jimmy Herring and John Bell)
Can’t Find My Way Home (con Jimmy Herring and John Bell) - Leave My Blues at Home - Les Brers in A minor (con Jimmy Herring)
ENCORE : Statesboro Blues

martedì 24 marzo 2009

Hot ‘Lanta - Ain’t Wastin’ Time No More - Rocking Horse (con Little Martha and Blue Sky teases) - Trouble No More
Goin’ Down Slow  (con Bob Margolin and Thom Doucette) - A Change is Gonna Come (con Bob Margolin and Thom Doucette)
Midnight Rider (con Sonny Landreth) - Dreams   (con Sonny Landreth) - Southbound  (con Sonny Landreth and John Popper)
Jesus Just Left Chicago (con Billy Gibbons) - Stormy Monday (con Billy Gibbons) - Statesboro Blues (con Billy Gibbons) - Same Thing   (conJohn Popper)
Mountain Jam > Smokestack Lightning > Third Stone From The Sun > Mountain Jam
ENCORE : One Way Out  (con Sonny Landreth, Bob Margolin and John Popper)

giovedì 26 marzo 2009

Don’t Want You No More - It’ Ain’t My Cross To Bear - Black Hearted Woman - Trouble No More - Every Hungry Woman - Dreams - Whipping Post
Revival - Don’t Keep Me Wonderin’ - Midnight Rider - In Memory of Elizabeth Reed - (I'm Your) Hoochie Coochie Man - Please Call Home - Leave My Blues at Home 
ENCORE : Statesboro Blues

venerdì 27 marzo 2009

Ain’t Wastin’ Time No More - You Don’t Love Me - Orpheo - End of The Line
The Sky is Cryin’ (con Jimmy Hall) - Grits Ain’t Groceries (con Jimmy Hall) - Keep On Smilin’ (con Jimmy Hall) - Soulshine  (con Kid Rock and Paul T. Riddle) - Can’t You See (con Kid Rock, Jimmy Hall and Paul T. Riddle)
Free Bird - Nobody Left to Run With - Who’s Been Talking? (con Ivan Neville) - Midnight Rider (con Devon Allan) - One Way Out (con Devon Allan, Berry Oakley, Jr., Jimmy Hall) - Les Brers in A Minor (con Paul T. Riddle)
ENCORE : Melissa - Southbound (con Jimmy Hall, Paul T. Riddle, Berry Oakley, Jr.)

sabato 28 marzo 2009

Little Martha - Done Somebody Wrong - Trouble No More - Rocking Horse - Walk On Gilded Splinters - Who To Believe
Born Under a Bad Sign (con Floyd Miles) - Stormy Monday (con Floyd Miles and Chuck Leavell) - Come and Go Blues (con Chuck Leavell) - Jessica (con Chuck Leavell and Paul Riddle)
Sugaree (con Bob Weir and Phil Lesh) - I Know You Rider (con Bob Weir and Phil Lesh) - Franklin’s Tower (con Bob Weir, Phil Lesh and Chuck Leavell)
Black Hearted Woman > Mountain Jam Tease > Little Martha tease  > Mountain Jam  (con Chuck Leavell)
ENCORE : Statesboro Blues


martedì 14 aprile 2009

Chris Isaak > Live In Australia


Mentre è in uscita il nuovo disco (il primo in studio da sette anni), Mr. Lucky, di cui si parla un gran bene, arriva d'importazione anche un Live (finalmente) In Australia registrato a Melbourne nel 2006 e stampato laggiù in occasione delle date del tour del 2009.
Di Chris Isaak ho già detto un gran bene: certamente è stato uno dei mie miti personali, con la sua personalità da rocker romantico e maledetto - all'esordio un mix di Roy Orbison e Jim Morrison, più tardi un cantante di American Music, infine un entertainer nel Chris Isaak Show televisivo.
La copertina di Live In Australia riporta alla mente i dischi di rock & roll dei primi anni sessanta, qualche cosa tipo Johnny Rivers At the Whiskey 'a GoGo (1964). Sicuramente Chris gigioneggia con l'immagine da rocker e, sia pure con un bel rock incisivo, con chitarra elettrica e organo in bell'evidenza, tende a scivolare più verso la figura da intrattenitore che quella più mitica dei primi dischi. La scaletta comprende molti dei suoi classici (comprese le immancabili Only The Lonely di Roy Orbison e le Wicked Game e Baby Did A Bad Bad Thing tinte per sempre dalle immagini di David Lynch e Stanley Kubrick); ciò nonostante ci sono diversi pezzi minori, forse per non sovrapporsi al Greatest Hits o più probabilmente semplicemente perché quella era la scaletta dei concerti del 2006.
La mancanza di un vero live su una carriera che spazia per l'arco di quasi 25 anni mi aveva fatto temere che lo show di Isaak non fosse all'altezza dei suoi capolavori di studio. Live In Australia ci rassicura sul fatto che non è così e che Chris Isaak dal vivo mantiene tutta la propria potenza di fuoco. Cosa che però ci rende ancora più difficile da digerire che l'artista preferisca rinunciare nel proprio show alla robusta immagine romantica e maledetta dei suoi modelli, Orbison in primis: i momenti in cui dialoga con il pubblico, per esempio, sono deleteri per la tensione del concerto, portandoci inevitabilmente ad un'immagine più televisiva, da Chris Isaak Show appunto, e lo stesso avviene per scelte più leggere come una I'll Go Crazy dove porta più alla mente la versione di Bruce Willis che quella di James Brown.
Peccato, perché Wicked Game, Blue Hotel, Speak Of The Devil sono da brivido. Chris: perché non ti riascolti uno show dei Doors?

☆☆☆ ½   (divertente)
Genere: Rock & Roll
Universal, 2008
in breve: un tuffo negli Happy Days

domenica 12 aprile 2009

the best of Chris Isaak


Ho conosciuto Chris Isaak nel 1987 in occasione del suo omonimo secondo album. È stato un colpo di fulmine: questo inatteso figlio di Roy Orbison e di Jim Morrison divenne da subito un mio personale mito, con le sue oblique - malinconiche - gotiche ballate d' amore in salsa rock & roll. Ci fu un periodo in cui i suoi album erano dei veri gioielli: Chris Isaak, Heart Shaped World (che affascinò anche un regista visionario e romantico come David Lynch), San Francisco Days (che lo propose come un grande dell'American Music), Baja Sessions
Poi un po' che fosse Chris ad allontanarsi dal Music Biz, un po' che le cose erano cambiate, i suoi dischi di fecero più infrequenti ed imperfetti. Ma con ancora perle rare nascoste qua e la, come Baby Did A Bad Bad Thing (per sempre legata all'immagine del fondoschiena di Nicole Kidman), Black Flowers, Let Me Down Easy, Life Will Go On, I See You Everywhere...

In attesa del nuovo Mr. Lucky di cui si parla un gran bene, vogliate gradire le mie personali...

...canzoni migliori:

"Dancin'"
"Talk To Me"
"Funeral In The Rain"
"Pretty Girls Don't Cry"
"You Owe Me Some Kind of Love"
"Heart Full of Soul" (Yardbyrds)
"Blue Hotel"
"Lie to Me"
"This Love Will Last"
"Lovers Game"
"Heart Shaped World"
"I'm Not Waiting"
"Don't Make Me Dream About You"
"Wicked Game"
"Blue Spanish Sky"
"Wrong to Love You"
"Diddley Daddy" (Bo Diddley)
"San Francisco Days"
"Two Hearts"
"Lonely With a Broken Heart"
"Solitary Man" (Neil Diamond)
"Baby Did a Bad, Bad Thing"
"There She Goes"
"Only the Lonely" (Roy Orbison)
"Black Flowers"
"Let Me Down Easy"
"Life Will Go On"

...album migliori:

Chris Isaak (1987)
Heart Shaped World (1989)
San Francisco Days (1993)
Baja Sessions (1996)

venerdì 10 aprile 2009

Dave Matthews Band


Dave Matthews, cantante di talento e dalla straordinaria voce (“quella di Sting, se Sting sapesse cantare”, B.B.) mette assieme la DM Band nel 1991, all’età di 24 anni, con musicisti neri al sax, violino elettrico e batteria (dagli evocativi nomi da pirata di LeRoi Moore, Boyd Tinsley e Carter Beauford) ed il bianco Stefan Lessard al basso. Dave suona la chitarra acustica. Questa originale formazione si caratterizza da subito per un groove ritmico eccezionale che la porta ad essere accostata a gruppi coetanei come i Phish ed i Blues Traveler
In particolare è con i Blues Traveler e con John Popper che la DMB si trova a dividere il palco di festival itineranti come l’ HORDE e a cogliere l’ispirazione per una vita interamente spesa on the road a contatto con il proprio pubblico ed i propri fan, trascurando i meccanismi dello show-biz come lo sforzo di creare canzoni commerciali o di battere le strade della promozione discografica.
Dave ha un talento straordinario per la scrittura di canzoni del tutto originali e differenti da quelle che il pubblico è avvezzo ad ascoltare; la sua voce evoca malinconia, energia, sentimento ed anche se i testi sono semplici canzoni d’amore, il timbro della voce e la melodia sono sufficienti a dare il brivido alla schiena all’ascoltatore. I musicisti fanno il resto con arrangiamenti complessi e sempre molto energici.
Dopo due album indipendenti la band firmerà per la RCA per realizzare con la produzione di Steve Lillywhite i propri capolavori in studio, Under The Table And Dreaming nel 1994 e Before These Crowded Street nel 1998. Gli album comprendono i brani più belli del proprio repertorio, compresi malinconici i gioielli di Dancing Nancies e The Dreaming Tree. Entrambi i dischi arrivano al primo posto delle classifiche di vendita USA.
Busted Stuff del 2002 è il più orecchiabile tra i loro album migliori e si candida forse al compito di album di iniziazione per il pubblico che ancora non lo conosce.
Ciò nonostante le canzoni della Dave Matthews Band raggiungono la loro perfezione nel live show e ciò è evidenziato dal fatto che DMB ha pubblicato 7 album di studio e più di 20 dischi dal vivo. È questione di gusti decidere quale di questi rappresenti meglio la band (e bisognerebbe averli ascoltati tutti...), certo fra i migliori si possono annoverare The Central Park Concert del 2003 e The Gorge del 2004 (registrato però nel 2002). Listener Support del 1999 è una sorta di greatest hits dal vivo. 

Dave ha anche registrato un album solista, Some Devil nel 2003, e nonostante una grande canzone, Gravediggers, la mancanza del resto della band è sin troppo evidente nella pochezza dei nuovi arrangiamenti. Inoltre due album dal vivo acustici assieme all’amico chitarrista Tim Reynolds, fra cui Live At Radio City (2007).

Everyday del 2001 e Stand Up del 2005, a cui viene lasciata troppo spazio ai produttori, denunciano che la vena compositiva di Dave è probabilmente vicina ad essere esaurita, ma dal vivo la band rende ancora alla grande.
Il nuovo album in studio, registrato a New Orleans, è in uscita per giugno e si intitola Big Whiskey and the Groogrux King ed è dedicato a LeRoi Moore, il sassofonista della DMB morto in un incidente nell'agosto del 2008.

Uno dei grandi show del rock & roll. 



per iniziare (iniziazione a DMB): 
The Best of What's Around Vol. 1 (2006) antologia
Busted Stuff (2002) orecchiabile

i migliori album in studio:
Under The Table And Dreaming (1994)
Before These Crowded Street (1998)

fra i migliori album in concerto:
The Central Park Concert (2003) anche in film su DVD
The Gorge (2004) anche in versione a 6 CD
Live At Piedmont Park (2008)

discografia completa qui

mercoledì 8 aprile 2009

il più grande batterista del rock


Nuovo sondaggio. Anche se il batterista è l'elemento in fondo al palco, non c'è dubbio che la batteria sia uno degli elementi distintivi della musica rock, almeno al pari del jazz. Non c'è un grande album senza una grande sezione ritmica (con le dovute eccezioni: mi viene in mente il bellissimo The Turning Point di John Mayall, senza batteria...).

Chi è (o è stato) il più grande batterista rock? Io la mia risposta l'ho già data selezionando i nomi proposti nel sondaggio qui a fianco. Potete votare tutti i vostri batteristi preferiti. O, se c'è una mancanza, riportarla qui sotto nei commenti.


lunedì 6 aprile 2009

Mudcrutch > Extend Play Live


Un amico mi ha chiesto: "cos'è tutto questo entusiasmo attorno ai Mudcrutch?"
Dunque dunque... I Mudcrutch (nome impossibile) sono una band sudista di Gainsville, Florida, insieme dagli anni settanta, noti per aver dato le origini ad uno dei più grandi set del rock & roll: Tom Petty & The Heartbreakers. Tom Petty e i suoi spezzacuori sono stati probabilmente, di tutte le band di terza generazione (quella dei rocker esorditi in epoca new wave), forse l'unica a portarsi al livello dei classici, Byrds , CCR...
Dopo un periodo di rock furibondo documentato sui dischi per la MCA, dal 1994 i ragazzi firmano per la Warner Bros, mettendo assieme un poker di registrazioni dove assieme ad un suono elegante, di gran classe e con ancora qualche ottima canzone, comincia a filtrare un po' di noia, o comunque viene persa la sacra energia degli inizi. La cosa è evidente anche nelle registrazioni dal vivo degli ultimi dieci anni, con la rimarchevole eccezione dello show del trentesimo anniversario a Gainsville, Florida,  documentato in calce al film di Peter Bogdanovich Runnin' Down A Dream.

Questa perdita di entusiasmo deve essere stata evidente anche agli Heartbreaker se Petty, Mike Campbell e Bentmont Tench nel 2007 si prendono una vacanza per riunirsi con gli altri due membri originali della vecchia band e registrare quello che sarebbe diventato l'anno seguente il disco in studio dei Mudcrutch. Disco divertente e delle radici, ma anche un po' plasticoso, tanto da non essere finito nella lista dei miei preferiti dell'anno.

A differenza di questo EP dal vivo di sole quattro canzoni dove i cinque girano come una perfetta macchina musicale.
Certo, il nome è ben più brutto di Heartbreakers, ed è anche difficile digerire che Tom Petty suoni il basso anziché la sua Rickenbaker 12 corde (ma ho pensato a Ricky Danko e la cosa è andata a posto); inoltre il prezzo di questo disco è una vera fregatura -- costa come un CD vero mentre contiene solo quattro canzoni. Ma che canzoni!

The Wrong Thing To Do avrei giurato che provenisse dal disco d'esordio degli Heartbreakers, ed invece ho dovuto constatare che era proprio sull'album dei Mudcrutch.
Più o meno lo stesso per Bootleg Flyer.
Crystal River dura quindici minuti, è decisamente meglio della versione in studio e riporta alla mente i dieci minuti di Dog On The Run sul Official Live 'leg del 1977.
Chiude una versione molto sixty di High School Confidential di Jerry Lee Lewis.
Rock & Roll allo stato puro. Ora dateci un disco intero, però.

☆☆☆☆ ½   (ottimo)
Genere: Rock
Reprise, 2008
in breve: entusiasmante rock & roll seminale 

sabato 4 aprile 2009

JJ Grey & Mofro > Orange Blossoms (Again)


Ho recensito questo disco nel Novembre 2008, scrivendo che i ragazzi gigioneggiano con il R&B in modo divertente. Qualcun altro* ha scritto che Orange Blossoms è il miglior disco nero dai tempi di Papa Was A Rolling Stone dei Temptations.
Mi sono sempre sentito un po' in colpa per i toni tiepidi del mio giudizio, e di recente mi è capitato di ri-ascoltarlo per intero in un locale. Può darsi davvero che io avessi torto e quell'altro recensore ragione.
Se vi è sfuggito, ascoltatelo assolutamente perché è un disco di R&B tanto bollente quanto divertente. JJ Grey + Mofro rules!

(*: lo ha scritto Paolo Vites)

giovedì 2 aprile 2009

il nuovo Dave Matthews Band in arrivo in Giugno



Di Dave Matthews Band mi piaceva dire "la migliore seconda Band al mondo compresi i Rolling Stones". La prima "compresi i Beatles" erano i Phish. Questo prima che i Phish si sciogliessero, che Terry Anastasio dimostrasse di non aver molto da dire per conto proprio, e che si riunissero di nuovo (cosa di questi giorni) forse per mancanza di alternative migliori.
Se nella definizione c'è una quota di scherzo, sta bene a rappresentare il fatto che Dave e la sua band rappresentano uno dei punti più alti raggiunti dalla musica rock negli ultimi venti anni, e sarebbe davvero un peccato non conoscere le loro canzoni.
Sono poco noti in Italia (come del resto Phish e tutto il resto del movimento Groove), soprattutto perché gettano le fondamenta della propria leggenda nei torridi show dal vivo e si sono creati un seguito a partire dai college universitari; d'altra parte va detto che il nostro paese ha conosciuto la musica rock soprattutto ai tempi del Progressive degli anni settanta, e del rock americano degli stessi anni grazie al giro dei giornalisti del Mucchio Selvaggio di allora - mentre oggi ci si limita a vivere gruppi leggeri e modaioli come U2 o i nomi del Brit Pop.
Comunque DMB è on the road dagli anni novanta, e se non ha mai smesso di essere in tour da allora manca all'appuntamento discografico dal 2005, oltretutto con un disco (Stand Up) particolarmente debole anche se baciato dal successo di classifica - come spesso succede.
Peggio ancora nell'Agosto dello scorso anno la Band ha perso il proprio sassofonista, il nero LeRoi Moore, deceduto in seguito ad un incidente su un Quad nella sua fattoria in Virginia. 
Il nuovo album (che è solo il settimo della band in quasi due decenni) è stato registrato a New Orleans per la produzione di Rob Cavallo (Green On Red, Chris Isaak, Alanis Morissette...). L'esperienza degli album precedenti ci ha insegnato che i produttori hanno, nel bene e nel male, un ruolo molto importante nei dischi della band, e fra tutti l'unico che ha valorizzato in pieno il gruppo è stato a tutt'oggi Steve Lillywhite.
Il nuovo album si intitola Big Whiskey and the Groogrux King, un riferimento allo scomparso LeRoi, di cui Groogrux era il soprannome. Il sax di LeRoi è comunque ancora presente sul disco (registrato in sessioni preliminari a Washington ed a Seattle) anche se affiancato dal sax di Jeff Coffin e dalla tromba di Rashawn Ross. Fra gli ospiti anche il chitarrista Tim Reynolds, collaboratore di vecchia data della band.

I membri della DMB, oltre a Dave (chitarra acustica e voce superlativa), hanno gli evocativi nomi di Carter Beauford (batteria), Stefan Lessard (basso), Boyd Tinsley (violino elettrico) ed appunto LeRoi Moore (sax).

Il disco è in arrivo per l'inizio di Giugno, mentre prima di quella data arriverà un mio post sulla Band.