Gov't Mule > By A Thread


Pur senza essere un genio musicale alla Mozart né un virtuoso da circo, Warren Haynes è il chitarrista più amato di questa generazione. La ragione credo che risieda nell'amore che a sua volta Warren riversa nel rock & roll e nella musica moderna in generale: chitarra solista degli Allman Brothers Band (al posto che una volta fu di Duane Allman), chitarra solista dei Dead (al posto che fu di Jerry Garcia), leader dei Gov't Mule (gruppo rock blues di culto). Un risultato che è frutto di una dedizione ai miti della nostra musica. Non ho mai sentito incisioni di Warren Haynes con i Dead, e sebbene gli Allman BB abbiano realizzato con lui il miglior disco in decenni (Hittin' The Note), il loro album dal vivo del 2004 dimostra che alla fine il duo Warren Haynes - Derek Trucks fa formula e maniera di troppi duetti solisti che si rincorrono in ogni canzone.
Il meglio di sé Warren Haynes lo realizza invece con il suo gruppo, che ha chiamato con modestia Government Mule: il mulo dei militari, quadrupede non dotato di speciale bellezza ma dedicato al lavoro duro. I lavori più apprezzati i Mule li hanno realizzati proprio quando si sono immersi anima e corpo nella passione per il rock dei loro modelli, il che succede in particolare nei due volumi di The Deep End, quelli con dozzine di bassisti invitati da band come Creedence, Deep Purple, Who, Dead, Airplane e simili, oltre che nel live show, farcito spesso e volentieri di grandi cover.
Nei dischi in studio (l'attuale è il decimo) i Gov't Mule da qualche anno dimostravano i limiti di un superlavoro che ne rende troppo diluita l'ispirazione e di routine l'esecuzione. Per cui confesso di essermi avvicinato a questo By A Thread senza nutrire troppe aspettative. Di modo che più grande è stata la sorpresa, inaspettata, di scoprire che la band è giunta alla maturità del proprio sound e finalmente alla quadratura del cerchio del proprio rock.
By A Thread fa alla fine dei Mule una band grande come i propri modelli (se non li hanno superati). Per dare un'idea siamo di fronte ad un sound che getta le radici nell'hard rock dei Led Zeppelin, il rock & roll degli ZZ Top, la psichedelia degli Experience, le cavalcate elettriche dei Cream, ma che soprattutto è ormai sound Mule 100%.
Rock, blues, ballate evocative, persino una spruzzata di folk. Questa volta non ci sono scorciatoie jazz, facili citazioni ed assolo fini a sé stessi, ma una musica sempre in tiro, robusta, piena, calda, che è impossibile non amare. I brani non li cito, perché non c'è un solo filler.
Vi dico che quando metto il disco devo smettere di fare qualsiasi altra cosa che non sia ascoltarlo, e che quando lo infilo sullo stereo dell'auto mi vengono i brividi da capo a piedi, per questa chitarra tagliente e corposa, per queste ballate sudate, per questi blues dell'anima. Un rock & roll da bicilindrico.
Il disco dell'anno? Uno dei grandi dischi di rock delle chitarre di sempre.
Fatevi un favore: ascoltatelo.

★ ★ ★ ★ (ottimo)
Genere: ROCK delle chitarre
Provogue, 2009
in breve: i Gov’t Mule al loro meglio

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